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Differenza tra grassi buoni e cattivi: La guida pratica per leggere le etichette

📅 1 Agosto 2026✍️ di Cecilia Mascetti⏱️ 4 min di lettura

Quando mi è capitato di recente di consultare un lettore che non riusciva a perdere peso nonostante facesse esercizio regolarmente, la prima cosa che gli ho chiesto è stata: “Sai riconoscere i grassi sulla tua tavola?” La risposta è stata quella che ascolto quasi quotidianamente: “Penso di sì, ma non sono completamente sicuro.” Questo mi ha confermato quello che sospettavo da tempo: la confusione tra grassi buoni e cattivi è ancora diffusa, e soprattutto, pochi sanno davvero come leggerli sulle etichette dei prodotti.

Durante i miei anni in atletica leggera, ho imparato sulla mia pelle che non è solo l’allenamento a fare la differenza, ma anche quello che metti nel piatto. La stessa dedizione che utilizzo per scegliere ogni dettaglio del mio training, l’ho iniziata ad applicare all’alimentazione. E vi dirò una cosa: capire la differenza tra i vari tipi di grasso è stata una rivoluzione per la mia salute e per le prestazioni.

Perché non tutti i grassi sono nemici

C’è ancora chi pensa che il grasso sia il male assoluto. Vi assicuro che non è così. Il nostro corpo ha bisogno dei grassi per funzionare correttamente: mantengono l’integrità delle membrane cellulari, permettono l’assorbimento di vitamine liposolubili come la vitamina D e A, e forniscono energia concentrata.

La verità è più sfumata di quanto gli slogan pubblicitari vogliano farvi credere. Esistono grassi che proteggono il nostro cuore e il sistema cardiovascolare, e altri che invece contribuiscono all’accumulo di colesterolo cattivo. La differenza non è sempre evidente al primo sguardo, soprattutto quando leggiamo le etichette nutrizionali.

Quello che ho notato lavorando con persone diverse è che la maggior parte non sa distinguere un grasso saggezza da uno che crea problemi. Eppure, questa conoscenza potrebbe cambiare il rapporto con il cibo e con il nostro corpo.

Come riconoscere i grassi buoni sulle etichette

Iniziamo con i protagonisti positivi: gli acidi grassi insaturi. Quando leggi un’etichetta, cerca la dicitura “grassi insaturi” oppure “grassi monoinsaturi” e “grassi polinsaturi”. Questi sono alleati della vostra salute.

I grassi monoinsaturi si trovano principalmente in alimenti come l’olio d’oliva, l’avocado e le olive. Li riconoscerai perché rimangono liquidi a temperatura ambiente. Un consiglio pratico che do sempre: quando scegli un olio, controlla che sia extravergine e che sulla bottiglia compaia il dato nutrizionale con “grassi monoinsaturi” tra i più alti.

I grassi polinsaturi, che includono gli omega-3 e gli omega-6, si trovano in pesce grasso, frutta secca e semi di lino. Qui è importante l’equilibrio: gli omega-3, presenti soprattutto in Acidi grassi omega 3|salmone, sardine e aringhe, sono particolarmente protettivi per il cuore e il cervello.

Uno dei miei errori iniziali? Credevo che un prodotto etichettato come “ricco di omega-3” fosse automaticamente salutare. Non è così semplice. Devi sempre verificare la quantità totale di grassi per porzione e il rapporto tra i diversi tipi.

Un esercizio che faccio fare ai miei lettori è questo: andate nel vostro mobile della cucina, prendete tre prodotti a caso e confrontate la sezione “Grassi” sull’etichetta. Vedrete come varia enormemente da un prodotto all’altro. Queste piccole osservazioni vi insegneranno più di mille articoli teorici.

I grassi da limitare e come identificarli

Passiamo ai nemici: gli acidi grassi saturi e i grassi trans. Questi sono quelli che vogliamo consumare con parsimonia.

I grassi saturi si trovano in burro, formaggio, carne rossa e olio di cocco. Non dico di eliminarli completamente, ma di moderarli. Quando leggi l’etichetta, cerca “grassi saturi” e prova a mantenerli al di sotto del 10% delle calorie giornaliere. Se il prodotto ha 15 grammi di grasso totale con 8 grammi di saturi, sappi che stai consumando grassi che il tuo corpo assimila facilmente ma che possono accumularsi.

Ancora più pericolosi sono i grassi trans, anche chiamati “idrogenati parzialmente”. Fortunatamente, in Europa sono stati fortemente limitati, ma li troverete ancora in alcuni snack importati e in certi prodotti da forno industriali. Se vedete “oli vegetali idrogenati” nella lista degli ingredienti, lasciate il prodotto sullo scaffale.

Mi è capitato di controllare una merendina per bambini e di trovare circa 3 grammi di grassi trans per porzione. Per un bambino che ne mangia una al giorno, nel tempo gli effetti sulla salute cardiovascolare sarebbero significativi. Questi sono i dettagli che cambiano tutto.

La pratica quotidiana: tre semplici abitudini

Basta con la teoria. Ecco cosa funziona davvero nella pratica.

Prima abitudine: quando entri al supermercato con l’intenzione di comprare un prodotto processato, prendiLa confezione e guarda il retro. Non il fronte con le promesse di marketing. Controlla il rapporto tra grassi totali e grassi saturi. Se il saturi è più della metà del totale, scegliete un’alternativa.

Seconda abitudine: costruisci le tue fonti di grassi buoni. Io ho tre alleati fissi nella mia dispensa: olio d’oliva extravergine di qualità, noci non salate e avocado fresco. Questi tre ingredienti puoi usarli in decine di piatti, e garantisci al tuo corpo gli acidi grassi che proteggeranno il tuo cuore.

Terza abitudine: leggi le etichette pensando a una settimana di consumo, non a una singola porzione. Se mangi quel biscotto una volta a settimana, l’impatto dei suoi grassi saturi è diverso da se lo mangi tutti i giorni. Personalizzate sempre la lettura in base al vostro contesto alimentare reale.

La mia esperienza mi ha insegnato che non serve essere perfetti. Serve essere consapevoli. E questa consapevolezza inizia proprio dal retro della confezione, dove trovate tutte le informazioni necessarie per fare scelte che supportano veramente la vostra salute.

Cecilia Mascetti

Con un passato nell'atletica leggera, Cecilia Mascetti si è avvicinata all'alimentazione funzionale per migliorare le sue prestazioni. Oggi si occupa di divulgare strategie semplici per integrare cibi nutrienti nella routine quotidiana di chi ha poco tempo ma tiene alla forma.

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